In morte di Desirée


Quante ne hanno dette e quante ne dovremmo ancora sentire sulla povera Desirée da parte di indegni rappresentanti di istituzioni e di una stampa che non si può definire professionale e libera, ma soprattutto non civile.
Hanno messo Desirée in una carrellata di ragazze morte di overdose, ma lei è stata drogata seviziata e uccisa da un branco di bestie che non avrebbero nemmeno dovuto essere in Italia.
Hanno detto che stiamo facendo troppo rumore per la sua morte, era una bambina!
Questo solo per citarne alcuni.
Adesso siamo alla fase due, gettano fango sulla piccola Desirée e sulla sua famiglia, non ci sono più parole per definirli. Per fortuna la gente e non solo gli Italiani, ma tutte le persone che hanno scelto l’Italia per dare un futuro migliore ai propri figli, restano immuni a questa squallida retorica e guardano allibiti lo squallore del carosello che è stato messo in moto.
La gente è disgustata perché noi siamo una nazione civile e Desirée era un’adolescente e in quanto tale aveva il diritto di sbagliare, non era un’anima persa, come hanno detto in televisione (quelli che l’hanno uccisa sono invece anime dannate, tracciamo le dovute differenze), era una bellissima anima che poteva e doveva essere salvata.
L’adolescenza è un’età difficile e i nostri ragazzi vanno protetti, Desirée aveva il diritto a una scuola sicura dove non girasse droga, ma non l’ha avuta.
Desirée aveva il diritto di essere tutelata da una magistratura che mettesse fuori uso gli spacciatori, ma ciò che ha avuto è una magistratura di sinistra che rimette subito in libertà gli spacciatori, specie se stranieri e governi di sinistra succedutisi negli anni che hanno promulgato leggi a tutela dei criminali non delle vittime e della società civile.
Desirée aveva il diritto di muoversi in una bellissima città come Roma senza essere sotto assedio di branchi di predatori sessuali, lei che era ancora ragazzina.
Desirée aveva il diritto di vivere in una città dove non ci fossero dei buchi neri al di fuori di ogni legge, civiltà o anche solo vaga parvenza di umanità, piccoli angoli d’inferno in costante aumento che stanno fagocitando Roma.
Ma sopra ogni altra cosa, dopo quanto accaduto, Desirée ha il diritto alla dignità che le bestie hanno cercato di strapparle e che noi le dobbiamo ridare. Ha il diritto di avere tutto il nostro rispetto.
Desirée non era qualcosa di altro o di diverso da noi, lei, come Pamela e le altre, era solo una ragazza che non è riuscita ad attraversare il pericoloso bosco dell’adolescenza, noi abbiamo avuto più fortuna e ci siamo riusciti, tutto qui. Per questo sono e sarò sempre dalla parte di Cappuccetto Rosso, che ha il diritto di andare nel bosco, perché è la vita che lo impone, sono i branchi di bestie che in una nazione civile ed umana non dovrebbero esserci.
Concludo parafrasando Shakespeare:
Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete straziato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato.
Per tutto questo
in ginocchio, Signori, davanti a una bambina uccisa.

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